Il mio bambino non si vuole sporcare

Molti genitori notano che il proprio bambino ha un vero e proprio rifiuto verso tutte quelle attività che potrebbero farlo sporcare; il rifiuto verso l’attività artistica in cui si deve pasticciare non è di per sé un problema, ma lo può diventare laddove questo fastidio che il bambino prova si amplia anche ad altri ambiti della quotidianità (“non mangio determinati cibi perché posso sporcarmi” o ancora “non faccio la cacca perché è sporca”).

 

E’ essenziale, prima di ogni altra cosa, chiederci che ruolo abbiamo avuto noi genitori in questo rifiuto del bambino verso il colore che “sporca”. Abbiamo permesso di sperimentare fin da piccoli? O abbiamo avuto un atteggiamento poco permissivo in questo senso? Abbiamo dato al nostro bambino i materiali giusti per la sua fascia d’età in modo che potesse toccare, esplorare e creare in sicurezza e tranquillità?

 

Perché se è vero che alcuni bambini (pochissimi) hanno effettivamente problemi di ipersensibilità nelle mani e quindi provano un reale fastidio nel toccare e sporcarsi, è altrettanto vero che molti altri hanno paura di sporcarsi perché hanno percepito dai genitori che sporcarsi è sempre brutto, che è sbagliato o (peggio ancora) che sporcarsi “è cacca”.

 

 

Pensate ad un bambino piccolo che si approccia per la prima volta al colore. Pensate di dargli un pennarello nero indelebile, cosa accadrebbe? Tempo zero e vi ritrovereste un bambino con mani, viso, braccia e gambe ricoperte di colore, ma anche pavimento e muro probabilmente. E qual è la reazione del genitore di fronte ad un bambino sporco di colore che non va via? Di solito panico! O quanto meno disappunto, preoccupazione, allarmismo.

 

Cosa capisce il bambino da tutto questo? Capisce che la prima volta che ha provato a disegnare, a lasciare una traccia di sé con il colore, mamma si è arrabbiata. Quel bambino avrà ancora voglia di sperimentare con il colore? Probabilmente no e probabilmente assocerà all’esperienza artistica una connotazione negativa, il passaggio per ampliare poi il tutto all’esperienza dello sporcarsi in generale è molto breve.

 

Come evitare tutto questo e permettere al bambino un’esperienza artistica positiva fin
dall’inizio?

Semplicemente dando i giusti materiali per ogni fascia di età, materiali che il bambino possa esplorare e sperimentare in tutte le sue forme e nella piena tranquillità anche e soprattutto dell’adulto di riferimento.

  • Tempere di yogurt
  • Colori commestibili
  • Pasta modellabile realizzata con sola farina e colorante alimentare

Sono solo alcuni dei materiali artistici sicuri, realizzabili in casa a costo zero, assolutamente commestibili e facilmente lavabili che possiamo proporre al bambino già nella primissima fase di esplorazione artistica.

 

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Post in collaborazione con:

Ilaria Marracci – Arte terapeuta

 

Sono un’arte terapeuta. Dopo una laurea magistrale in Scienze dei Beni Culturali ho cominciato a pensare che l’arte non poteva rimanere solo quella studiata sui libri o da
visitare nei musei, l’arte è di tutti e tutti, con le proprie potenzialità e nel rispetto dei propri limiti, possono fare arte. Nasce così il mio percorso di formazione come arte terapeuta presso il centro C.R.E.T.E. di Firenze, Centro Ricerche Europeo Terapia Espressiva dove nel 2016 mi sono laureata in arte terapia ottenendo l’abilitazione alla professione.

 

Oggi lavoro fondamentalmente su quattro filoni: in combo con lo psicologo come sostegno ai bambini e adolescenti che vivono periodi di disagio o sofferenza, in ambito riabilitativo con la disabilità grave e le malattie neurodegenerative, con bambini e ragazzi disprassici o disgrafici in percorsi di riabilitazione del gesto grafico e infine attraverso attività laboratoriali espressive.

 

 

mail: marracci.ilaria@gmail.com
Instagram: @arteterapeuta_ilaria